È sconvolto, confuso, angosciato dalla disoccupazione”. “Ha problemi mentali”. Questa è solo una delle tantissime frasi scritte sui nostri organi di informazione dopo l’evento criminale di Modena. Pensate se alcune di queste giustificazioni fossero state usate nei confronti di un certo Mario Rossi qualunque dopo aver compiuto un femminicidio. Ci sarebbe stato il linciaggio pubblico di qualche giornalista, avremmo parlato per giorni di una vergognosa cultura del patriarcato che regna nelle nostre fondamenta. Invece l’autore del grave reato modenese si chiama Salim El Koudri, ha compiuto un atto criminale di cui dovrà rispondere nelle sedi giudiziarie; ha rovinato la vita a diverse persone la cui unica colpa è stata quella di trovarsi proprio lì in quel momento. Una delle cose più fastidiose è proprio la giustificazione di un illecito, forse un atto terroristico ad imitazione di quelli molto simili capitati negli ultimi anni in altri Paesi europei, come se ciò che è accaduto fosse la traduzione della responsabilità di una società non troppo accogliente. Ci si dimentica troppo spesso che l’integrazione non è un movimento a senso unico ma una condizione di reciprocità dove entrambi le parti devono dare il proprio contributo. Non ha senso stare a braccia aperte quando qualcuno ti investe con la macchina strappandoti gli arti inferiori. Se nasci qui e non ami l’Italia perché non ti senti italiano, perché già il tuo nome è straniero, perché sia in famiglia che a scuola non è stato possibile creare un binario comune, non te la puoi prendere con il primo innocente che ti passa davanti. Noi siamo o dovremmo essere uno stato di diritto dove ci sono delle regole che vanno rispettate, indipendentemente dal colore, dalla razza o dal credo politico e religioso di chi commette un reato. Preferisco mettermi sempre nei panni del più debole, delle vittime di questa assurda tragedia, sperando che finalmente ci sarà una condanna esemplare.
Pensatore intermittente , sempre condizionato dal cuore , vincolato da un incurabile senso di giustizia. Ha vissuto una vita divisa fra la passione per la politica e la concretezza dell’impegno lavorativo. Ha ricoperto diversi ruoli politici che gli hanno permesso di provare a mettere in pratica le sue idee facendolo scontrare con i muri dell’indifferenza e dell’individualismo. Ora fa l’opinionista per una rivista on line, Perugia Today, come osservatore vicino e distante rispetto al mondo che ci circonda. .
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