Il Blog di Franco Parlavecchio 2026

06 apr 2026 by Franco Parlavecchio
Il calcio italiano è morto da tempo,il sistema che lo governa è diventato un apparato politico di potere sempre più arroccato su sé stesso
calcio italiano morto

Era il 1970 quando, dopo la mitica partita Italia – Germania (4 a 3), la nostra nazionale perse in finale contro il Brasile. Nonostante il secondo posto mondiale, i tifosi italiani accolsero la squadra con fischi e sassi. Oggi un altro mondo, l’Italia per la terza volta non andrà a giocarsi il Campionato del Mondo perché il calcio italiano è morto da tempo, non all’indomani dello spareggio giocato senza cuore e senza tecnica ma da quando il sistema che lo governa è diventato un apparato politico di potere sempre più arroccato su sé stesso, accompagnato da un gruppo di giocatori senza più bandiere, troppo innamorato del dio denaro. Purtroppo, abbiamo dovuto subire una terza vergogna mondiale per ottenere l’azzeramento della Federcalcio, del Presidente e di tutte le sue discutibili scelte. Non diamo la colpa a Gattuso, lui non è la causa della sconfitta ma l’effetto di una serie si scelte sbagliate degli ultimi venti anni. Eppure, bastava guardare e copiare da altri Paesi europei, come la Germania che da anni investe sulle strutture sportive e sui giovani, iniziando dalle scuole calcio con centinaia di centri di formazione che intercettano talenti per far crescere ragazzi che debuttano precocemente in prima squadra. Noi no, siamo prigionieri dei procuratori sportivi, degli sponsor, dei dirigenti, di tutti quelli a cui interessa spingere alcuni non certo per meriti calcistici. Anche il modo di fare calcio è cambiato, da noi non esistono più i talenti, solo corsa, fisicità e schemi. La nostra nazionale, a parte pochissime eccezioni, è composta da elementi di basso livello tecnico e mentale. Non è un caso che il nostro attaccante è la punta di una squadra che lotta per non andare in serie B e l’altro l’abbiamo frettolosamente naturalizzato anche se di italiano non ha nemmeno un parente prossimo. E poi le conseguenze della tragica sentenza Bosman, l’unica sentenza applicata alla lettera in Italia, quella che ha permesso l’ingresso illimitato di stranieri nelle squadre italiane. C’è il caso del Como, squadra che gioca benissimo a calcio, peccato che l’unico italiano in squadra sia solo il terzo portiere, quello che non calcherà mai il campo da gioco. E’ ora di mettere un limite, come un tempo, quando i giocatori stranieri in squadra erano al massimo un paio che diventavano d’esempio ai giovani italiani che potevano crescere mentalmente e tecnicamente. Oggi abbiamo solo una grande opportunità, far ricrescere uno sport che da noi non ha più futuro, mettendo a capo della federazione non un burocrate ma qualcuno che conosce il calcio, che ha respirato il campo, qualcuno che possa spiegare ai nostri giovani quanto è bello giocare in cortile, semplicemente con un pallone.

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Franco Parlavecchio

Pensatore intermittente , sempre condizionato dal cuore , vincolato da un incurabile senso di giustizia. Ha vissuto una vita divisa fra la passione per la politica e la concretezza dell’impegno lavorativo. Ha ricoperto diversi ruoli politici che gli hanno permesso di provare a mettere in pratica le sue idee facendolo scontrare con i muri dell’indifferenza e dell’individualismo. Ora fa l’opinionista per una rivista on line, Perugia Today, come osservatore vicino e distante rispetto al mondo che ci circonda. .

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