La partecipazione è il cuore di una democrazia sana e viva; i cittadini indifferenti o non coinvolti rischiano di minarne l’essenza. Questa logica deve essere applicata anche rispetto all’opportunità di candidare persone straniere o di origine straniera nelle nostre istituzioni locali (per chi detiene il diritto di elettorato attivo e passivo). Senza per forza accendere dibattiti conditi come sempre da troppa faziosità. Far partecipare cittadini non solo di “provenienza locale” è una fantastica occasione di integrazione che, come tale, dovrebbe essere agevolata e non utilizzata in modo scorretto. Chi viene coinvolto nel gioco elettorale dovrebbe sentire una grande responsabilità di fronte a tutti i cittadini, dell’intera comunità, non solo rispetto a quelli di una parte politica, religiosa o sociale. Ma una persona eletta deve necessariamente conoscere la lingua italiana perché è l’unico modo di esprimersi all’interno di un organismo istituzionale dove non si possono imporre espressioni differenti. Anche questa è integrazione. Inoltre, il programma elettorale non può diventare la sintesi dell’unico punto dedicato alla costruzione di un luogo di culto. La proposta politica dovrebbe essere qualcosa di più articolato che non può e non deve riguardare solo una comunità locale legata ad una etnia o religione. Questa non è integrazione ma sostituzione, non è convivenza ma ghettizzazione. Dobbiamo fare dei passi avanti veri per ricordare a tutti che le nostre istituzioni sono laiche e vanno trattate con il massimo rispetto da parte di tutti i cittadini, senza furberie elettorali che con il tempo si pagano a caro prezzo. Ecco perché qualsiasi partito che utilizza le comunità straniere per accrescere il proprio consenso dovrebbe fare molta attenzione; un giorno questi gruppi, quando si sentiranno molto più forti, faranno a meno dei partiti locali e nazionali e presenteranno delle liste indipendenti che potrebbero mettere in crisi i nostri principi fondamentali, allargando il solco sociale e culturale che già è insostenibile.
Pensatore intermittente , sempre condizionato dal cuore , vincolato da un incurabile senso di giustizia. Ha vissuto una vita divisa fra la passione per la politica e la concretezza dell’impegno lavorativo. Ha ricoperto diversi ruoli politici che gli hanno permesso di provare a mettere in pratica le sue idee facendolo scontrare con i muri dell’indifferenza e dell’individualismo. Ora fa l’opinionista per una rivista on line, Perugia Today, come osservatore vicino e distante rispetto al mondo che ci circonda. .
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