Senza voler entrare nel merito delle scelte fatte nei confronti della famiglia del bosco, soprattutto perché ben pochi hanno avuto la possibilità di studiare in modo approfondito le carte di questa vicenda che è diventata oggetto dell’attenzione nazionale, rimane comunque qualche perplessità, interrogativi che non possono lasciarci indifferenti. Ci si immedesima nel ruolo di quei genitori ai cui sono stati tolti i figli, la scelta più estrema che si possa fare verso dei bambini che hanno la necessità della vicinanza delle figure di riferimento. Lascia perplessi leggere che i piccoli siano diventati aggressivi una volta entrati forzatamente in comunità. Penso sia normale che un bambino possa sfogare tutto la propria rabbia quando viene staccato dalla famiglia. Anche la madre, prima è stata lasciata insieme ai figli per qualche ora al giorno, ora viene allontanata perché considerata non collaborativa ed ostile. Se mi avessero trattato nello stesso modo io non sarei stato solo ostile… Si racconta di errori di questi genitori che non si sono conformati alle regole della società civile. Si parla di un’abitazione senza bagno, né riscaldamento, alimentati con prodotti della natura che avrebbero potuto provocare fin anche la morte. Ma scusate, a quei genitori che fanno mangiare tutti i giorni merendine e cibi processati di ogni tipo ai propri figli danneggiando lentamente il loro organismo, gli diamo un premio? Sicuramente la maniera di vivere di questa famiglia non è esattamente il mio modello di vita ma non voglio giudicarlo. Spesso abbiamo davanti situazioni familiari con un degrado tale che non si capisce per quale ragione ci sia così tanto lassismo per certi casi e grande accanimento per altri. Proprio da poco è stata resa nota la notizia di una bambina di quattro anni affidata agli zii, morta per malnutrizione ed assenza di cure. Eppure, nessuno ha mai mosso un dito, nessuna denuncia per questa vittima dello Stato. È vero che in Italia ci sono tanti altri casi che spesso non fanno notizia, il dolore si consuma nell’oblio. Bambini senza istruzione che vivono di espedienti nella completa illegalità, eppure nessuno interviene, solo il silenzio. Non dimentichiamo che al centro di tutto ci deve stare la figura del bambino che deve essere protetto. Forse questa è l’occasione per riflettere su un metodo che non sempre tutela il soggetto più debole.
Pensatore intermittente , sempre condizionato dal cuore , vincolato da un incurabile senso di giustizia. Ha vissuto una vita divisa fra la passione per la politica e la concretezza dell’impegno lavorativo. Ha ricoperto diversi ruoli politici che gli hanno permesso di provare a mettere in pratica le sue idee facendolo scontrare con i muri dell’indifferenza e dell’individualismo. Ora fa l’opinionista per una rivista on line, Perugia Today, come osservatore vicino e distante rispetto al mondo che ci circonda. .
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