Nessuno piange per l’Iran… Nella tiepida comunicazione nazionale e nel totale disinteresse di coloro che organizzano manifestazioni di qualsiasi genere, in Iran sta avvenendo qualcosa di eccezionale, una vera rivoluzione contro il regime degli Ayatollah, l’autorità religiosa che sta reprimendo nel sangue ogni forma di dissenso, non solo ora ma da troppo tempo nell’indifferenza internazionale. Come riportato anche da Amnesty International, solo nel 2025 le autorità iraniane hanno eseguito più di mille condanne a morte, un numero anche superiore agli anni precedenti. Queste condanne sono uno strumento utilizzato per reprimere ogni forma di dissenso politico, una sorta di repressione di Stato. In questo momento migliaia di persone, soprattutto giovani, affrontano la tirannia di un governo con un coraggio straordinario. Chiedono l’aiuto esterno da parte delle democrazie occidentali, così come abbiamo fatto noi durante il periodo del fascismo, dovendo necessariamente ricordare che senza l’intervento delle Forze Alleate, forse staremmo ancora sotto qualche dittatura. Sono a centinaia i morti per le strade uccisi solo per la libertà. Questo non è un genocidio? Come vogliamo chiamarlo? Da troppi anni ci sono persone che spariscono dalla circolazione solo perché considerati nemici dell’autorità iraniana, come nel caso di tutte quelle donne che hanno affrontato con coraggio le gravi restrizioni delle libertà. I diritti umani sono costantemente violati, ogni forma di diversità viene repressa dal regime. Eppure, a nessuno viene in mente di manifestare o boicottare l’Iran nel caso di una manifestazione sportiva così come è successo quando sono arrivate le squadre israeliane di calcio e pallacanestro. Da una parte il solito disinteresse rispetto a vicende che sembrano non toccare il cuore delle persone perché il blocco di internet da parte delle autorità iraniane ha tolto la diffusione di molte immagini, dall’altra gli stessi che manifestano per dittatori come Maduro o per i terroristi di Hamas, sono completamente disinteressati ai diritti individuali in Iran, preferiscono difendere il regime islamista. Addirittura, si sono viste persone manifestare con odio verso gli esuli venezuelani che sono stati costretti a lasciare il loro Paese per non essere perseguitati. Dimenticando, tra l’altro, che Maduro aveva perso nettamente le elezioni democratiche… Un segnale preoccupante per il futuro della nostra democrazia perché il filo che unisce queste manifestazioni popolari è il grande amore per i regimi totalitari, un fascino insano verso i leader sanguinari e la solita allergia per le democrazie occidentali. Ancora una volta, mentre in molti Paesi europei manifestano per la libertà in Iran, noi ci mostriamo con la nostra solita faccia di una democrazia giovane e troppo legata ad ideologie lontane dalle democrazie liberali.
Pensatore intermittente , sempre condizionato dal cuore , vincolato da un incurabile senso di giustizia. Ha vissuto una vita divisa fra la passione per la politica e la concretezza dell’impegno lavorativo. Ha ricoperto diversi ruoli politici che gli hanno permesso di provare a mettere in pratica le sue idee facendolo scontrare con i muri dell’indifferenza e dell’individualismo. Ora fa l’opinionista per una rivista on line, Perugia Today, come osservatore vicino e distante rispetto al mondo che ci circonda. .
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