Il Blog di Franco Parlavecchio 2026

05 oct 2026 by Franco Parlavecchio
L’Italia è un Paese di cultura cattolica ma rimaniamo uno Stato dichiaratamente laico. Per questo la prossima riforma scolastica non andrà ad escludere nessuno,cercherà però di far rispettare degli standard minimi di comunità.
L’Italia è un Paese di cultura cattolica ma rimaniamo uno Stato dichiaratamente laico.
Per questo la prossima riforma scolastica non andrà ad escludere nessuno,cercherà però di far rispettare degli standard minimi di comunità

Quando vai all’estero ricordati di rispettare usi e costumi del Paese in cui ti trovi. Questa era una delle raccomandazioni che faceva mia madre quando ero pronto per un viaggio; proprio da lei che non era nata in Italia e portava dentro di sé un bagaglio importante, le ragioni del buon senso. Questo, a condizione di reciprocità, valeva e vale ancora per coloro che scelgono il nostro Paese. L’Italia è un Paese di cultura cattolica ma non confessionale e soprattutto non teocratico. Da noi le leggi civili non coincidono con i testi sacri. Rimaniamo uno Stato dichiaratamente laico. Anche per questo, non credo che la prossima riforma scolastica andrà ad escludere nessuno, cercherà però di far rispettare degli standard minimi di comunità, di convivenza civile, l’accettazione di regole chiare da parte di tutti, senza infiammare ancora un contesto che non sta più producendo sapere e cultura. I ragazzi escono da scuola senza un bagaglio pieno; si rimane indietro per aspettare chi non ha né voglia né strumenti per camminare. Il nostro è un Paese che investe poco sul futuro; ecco perché se si colpisce la formazione scolastica abbassiamo sempre di più un livello di preparazione generale già molto carente. Il rispetto delle differenze e l’inclusione sociale diventano possibili quando l’integrazione non diventa un meccanismo forzato che spacca le classi lasciando indietro tutti solo perché qualcuno non conosce bene le basi della lingua italiana. Anche per questo è giusto mettere un tetto agli studenti non italofoni. Le classi differenziate possono essere una realtà possibile perché chi parte svantaggiato per mancanza di strumenti basilari, avrà tutto il tempo per recuperare, se ne avrà voglia e curiosità. È triste vedere che le critiche arrivano proprio da coloro che la scuola pubblica non l’hanno mai vista, neanche in cartolina. Per i figli hanno scelto, legittimamente, scuole private selezionate, lontani da qualsiasi forma di contaminazione culturale. Ovviamente altra cosa quando si parla di veli in classe o altre imposizioni tipiche di tradizioni in cui si nega la libertà di espressione. Il divieto di partecipare alle attività scolastiche e nei rapporti scuola- famiglia con il volto coperto è una questione di civiltà; non si possono rinnegare anni di lotte per l’emancipazione femminile e buttarle dentro ad un cesso solo per un pugno di voti. Io non ci sto. Prediligo la libertà, sempre e comunque.

franco parlavecchio
Franco Parlavecchio

Pensatore intermittente , sempre condizionato dal cuore , vincolato da un incurabile senso di giustizia. Ha vissuto una vita divisa fra la passione per la politica e la concretezza dell’impegno lavorativo. Ha ricoperto diversi ruoli politici che gli hanno permesso di provare a mettere in pratica le sue idee facendolo scontrare con i muri dell’indifferenza e dell’individualismo. Ora fa l’opinionista per una rivista on line, Perugia Today, come osservatore vicino e distante rispetto al mondo che ci circonda. .

All author posts
Our Partners
logo saet umbria impianti speciali
SAET Umbria

Concessionaria SAET I.S. per l'Umbria.
Via Pietro Soriano 32 06132 Perugia.
tel. 075 824 4723

About Company
saet umbria